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Misurare la qualità della scuola: una sfida complessaQuella sì che è una scuola che funziona bene! Quante volte ci siamo trovati a pensare o ad ascoltare affermazioni di questo tipo o, forse con maggiore frequenza, giudizi di tenore opposto. Ne deriva un interrogativo, implicitamente o esplicitamente sotteso al giudizio espresso: Che cosa te lo fa pensare? In base a cosa puoi dirlo? È a partire da queste domande che muove la riflessione sugli indicatori di qualità del servizio scolastico, in quanto indizi utili ad esprimere un giudizio di valore sui processi e sui risultati formativi realizzati in una determinata scuola. Il concetto, nella sua semplicità, è suggestivo ed attraente: richiama alla mente quelle misure socio-economiche capaci di dare il polso della salute di un sistema economico con un paio di grafici e qualche tabella. Nel contempo lascia perplesso chiunque abbia una vaga esperienza del mondo scolastico, in quanto si scontra con una complessità ed una molteplicità di variabili concorrenti alla qualità del fare scuola tali da rendere problematica la loro riduzione ad una manciata di cifre o percentuali. All'interno delle questioni poste si situa questa riflessione, centrata su due domande:
A queste domande cerca di dare una risposta il progetto A.I.R. (Autoanalisi d'Istituto in Rete), che, a partire dall'idea dell'autovalutazione scolastica e del confronto come strumenti di miglioramento, ha dato vita, a partire dal 1998, a una rete nazionale di scuole impegnate nell'attività di Autoanalisi di Istituto. COMUNICAZIONE EVENTO
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